L'origine del logo Aston Martin Le sue origini risalgono agli anni '20: inizialmente un semplice monogramma "AM" inscritto in un cerchio, l'emblema adottò le sue famose ali nel 1927 e poi la forma che conosciamo ancora oggi nel 1932. Queste ali evocano la velocità, la libertà e il dinamismo di un marchio nato a Londra nel 1913, che ha elevato la gran turismo britannica a forma d'arte. Ecco la storia completa del marchio, del suo nome e del suo emblema, con le date chiave e ciò che rivelano sull'azienda con sede a Gaydon.
Aston Martin in breve: un marchio nato da una gara in salita
Tutto ebbe inizio il 15 gennaio 1913. Lionel Martin e Robert Bamford fondarono l'azienda a Londra. Bamford e Martin, che vende e prepara auto. Martin è anche un pilota amatoriale, ed è sulla cronoscalata di Aston Hill, vicino al villaggio di Aston Clinton nel Buckinghamshire, che si fa un nome alla guida delle sue creazioni.
Da questa rampa e dal suo cognome venne il nome "Aston Martin", scelto per la prima auto del marchio, soprannominata Colino per il carbone, nel 1915. Il nome associa quindi un luogo di competizione e un uomo: fin dall'inizio, l'identità del marchio è stata legata alla performance.
Date chiave nella storia di Aston Martin
- 1913: Fondazione di Bamford & Martin a Londra.
- 1915: prima auto a portare il nome Aston Martin.
- 1947: L'industriale David Brown acquista il marchio; le sue iniziali daranno origine alla linea "DB".
- 1959: vittoria alla 24 Ore di Le Mans con la DBR1, guidata da Roy Salvadori e Carroll Shelby.
- 1964: la DB5 diventa la L'auto di James Bond In Goldfinger.
- 2003: Apertura della sede centrale e dello stabilimento a Gaydon, nel Warwickshire.
- 2018: Quotazione alla Borsa di Londra.
- 2020: arrivo dell'investitore Lawrence Stroll alla guida del gruppo.
- 2021: ritorno in Formula 1 con il nome Aston Martin.
Più di un secolo dopo, il’storia di Aston Martin Questo dimostra come un marchio sia rimasto fedele al proprio DNA: coupé e cabriolet Gran Turismo eleganti e potenti, con motore anteriore, prodotte in serie limitata. Per fare un confronto, nel 2024 Aston Martin ha consegnato circa 6.000 vetture, una frazione della produzione di un costruttore di massa.
La nascita del logo Aston Martin, passo dopo passo.
L'emblema alato non è apparso all'improvviso. Si è evoluto con i successivi proprietari del marchio, e ogni versione ha rispecchiato un'epoca particolare. La tabella seguente riassume le fasi principali.
| Periodo | Versione con logo | Quali cambiamenti |
|---|---|---|
| Intorno al 1921 | Monogramma «AM» | Le lettere A e M intrecciate in un cerchio nero, in stile Art Déco. |
| 1927 | prime ali | Il nome completo compare per la prima volta tra due ali di bronzo. |
| 1930 | Ali raffinate | Passaggio dal bronzo all'argento, ali più tese a forma di V. |
| 1932 | Modulo di riferimento | Sagoma finale, inscritta in un rettangolo centrale. |
| anni '50 | L'era di David Brown | Il nome del proprietario viene aggiunto all'emblema, con un contorno più spesso. |
| 1984 | Nuova proprietà | Il nome David Brown scompare, lo sfondo interno si schiarisce e compare un banner verde. |
| 2003 | Versione leggera | Contorni spessi rimossi, disegno più fine. |
| 2022 | Versione attuale | Un emblema appiattito e snellito, pensato per il digitale, il ritorno del verde. |
Cosa rappresentano le ali nel logo?
Aston Martin non ha mai pubblicato una singola spiegazione ufficiale, il che ha portato a diverse interpretazioni. La più diffusa riguarda la Ali con il logo Aston Martin Velocità e libertà sono due valori fondamentali per un marchio sportivo. Negli anni '20, l'aviazione era fonte di grande fascino e gli emblemi alati proliferavano sui cofani delle auto britanniche.
Un'altra teoria, spesso citata dagli appassionati, collega il design a Khepri, la divinità egizia con lo scarabeo alato, simbolo di rinnovamento. Si pensa che questo riferimento sia stato ispirato dall'egittomania dell'epoca, in seguito alla scoperta della tomba di Tutankhamon nel 1922. Tuttavia, non è confermato dal marchio e dovrebbe essere considerato una semplice ipotesi.
I colori dell'emblema
Il verde, il nero e l'argento dominano la storia del logo. Il verde si riferisce al famoso Verde British Racing, Il colore delle auto da corsa britanniche ritorna nella versione 2022, progettata con l'agenzia Pentagram. Argento e cromo, nel frattempo, trasmettono la raffinatezza che ci si aspetta da un'auto di prestigio.
David Brown, James Bond e la nascita di un mito
Senza David Brown, Aston Martin sarebbe probabilmente rimasta un marchio di nicchia. Acquisendola nel 1947, l'industriale le fornì le risorse e un segno distintivo: le iniziali "DB", che si ritrovano sulla DB2, DB4, DB5 e persino sull'attuale DB12. Fu anche lui a collegare Aston Martin con Lagonda, che acquisì nello stesso anno.
Il riconoscimento globale arrivò con il cinema. Nel 1964, la DB5 grigio argento di Goldfinger Aston Martin è diventata l'auto di James Bond, un legame mantenuto da numerosi film. L'effetto sul valore dei modelli è spettacolare: nel 2019, una DB5 utilizzata per la promozione del film è stata venduta all'asta a Monterey per 6,385 milioni di dollari.
Il mercato delle Aston Martin da collezione
Per i collezionisti, le Aston Martin dell'era di David Brown sono tra le auto britanniche più ambite. Una DB5 in eccellenti condizioni originali viene comunemente venduta a oltre un milione di franchi, mentre i modelli più recenti, come la DB9 o la Vantage V8 degli anni 2000, rimangono accessibili a una clientela di appassionati esigenti. Le versioni rare, prodotte in poche decine di esemplari, raggiungono prezzi paragonabili a quelli delle Ferrari più pregiate.
Aston Martin oggi: la gamma e gli elementi del 2026
Sotto la guida di Lawrence Stroll, il marchio ha rinnovato quasi tutta la sua gamma di prodotti. Ciò include, in particolare:
- Vantage: la coupé sportiva, diretta rivale della Porsche 911.
- DB12: la Gran Turismo di riferimento, presentata come la prima "Super Tourer" del marchio.
- Vanquish: l'ammiraglia dotata di motore V12.
- DBX707: il SUV, assemblato a St Athan, in Galles.
- Valhalla: la supercar ibrida a motore centrale.
Nell'agosto 2026, durante la Monterey Car Week, il marchio ha svelato il Valente, una GT con motore V12 anteriore da 850 CV, limitata a 150 esemplari. Estende il concetto fondante del marchio: la gran turismo, potente e raffinata. L'intera gamma è presentata sulla Sito web ufficiale di Aston Martin.
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Domande frequenti
Cosa rappresenta il logo Aston Martin?
Due ali spiegate incorniciano il nome del marchio. Simboleggiano velocità e libertà; alcuni vi vedono anche un riferimento allo scarabeo alato egizio, senza tuttavia alcuna conferma ufficiale.
Perché il marchio si chiama Aston Martin?
Il nome unisce la salita di Aston Hill, dove Lionel Martin si distinse, al cognome del fondatore.
Da quando il logo dell'Aston Martin ha le ali?
Dal 1927. Il modulo di riferimento risale al 1932 e l'ultima, più raffinata evoluzione al 2022.
Che cosa significa "DB" nei nomi dei modelli Aston Martin?
Queste sono le iniziali di David Brown, proprietario del marchio dal 1947 al 1972, al quale dobbiamo la linea DB.
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